Lavori di recupero Monastero di Santa Scolastica e Parco Archeologico di Piazza San Pietro - Bari

TITOLO DELL’OPERA:
Appalto integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di recupero, di valorizzazione e la fruizione del Monastero di Santa Scolastica e del Parco Archeologico di Piazza San Pietro

CAPOGRUPPO:
Gruppo GE.DI. s.r.l

PROGETTO:
FèRiMa, arch. Riccardo Russo, arch. Michele Cappiello, arch. Esther Tattoli

COLLABORATORI:
arch. Pietro Oronzo Di Chito, arch. Silvia Terlizzi, ing. Carmelo Cozzo

CONSULENTI:
Impianti: Ing. Maurizio Leonardis (impianto multimediale)
Altri consulenti: dott. archeologo Giuliano De Felice
Strutture: Goppion S.P.A. - Trezzano del NAVIGLIO (MI)
Illuminazione: Valerio Maioli S.p.a.

LOCALIZZAZIONE:
Bari

ANNO:
2011

L’obiettivo strategico del progetto è il recupero del rapporto che il monumento ha sempre avuto, data la sua ubicazione, con la città e con il mare. Infatti il polo di Santa Scolastica ha avuto, sin dall’ antichità, quel ruolo di “cerniera” tra il borgo antico e il mare, ora perduto. Pertanto una prima rivisitazione del progetto di I lotto riguarda la sistemazione esterna del bastione in rapporto alla sua vocazione storica con l’acqua.

Nell’individuazione degli obiettivi di intervento proposti nel progetto esecutivo di I lotto è certamente prioritario il percorso di attraversamento (Art‐Way), ai fini della fruizione e di una flessibilità dello spazio per l’eventuale ampliamento degli spazi espositivi, quindi una maggiore attenzione agli impianti di multimedialità, elettrico ed illuminotecnico degli ambienti ed un maggiore controllo degli ambienti interni attraverso un sistema TVCC più elastico.

Le migliorie riguarderanno: l’ingresso esterno ed il percorso nel bastione; le passerelle interne; gli ambienti con strutture vetrate.

Questo continuo ritornare sul significato del rapporto della città con il mare ha portato la proposta progettuale migliorativa a caratterizzare l’area di ingresso al museo attraverso la presenza di uno specchio d’acqua, che scorre su piani in leggera pendenza; una lama d’acqua che accoglie il visitatore. La lama d’acqua si innesta nell’angolo del bastione, chiusa da un lato dalla rampa trapezoidale, che conduce alla quota di accesso al museo. Le forme ed il disegno del progetto riprendono l’andamento mistilineo del fronte del lungomare, dalla punta lancionata del fortino, agli spigoli delle mura, ai tagli degli accessi, un susseguirsi di linee spezzate.

All’interno, il progetto posto a base di gara prevede la rimozione della gradonata esistente e la realizzazione di un “percorso sopraelevato attraverso un sistema di passerelle, realizzate in struttura metallica e pavimentate con pannelli di listelli in legno di castagno. Tale sistemazione consentirà al visitatore di “scorrere perimetralmente lungo lo spazio del bastione”, osservando i rinvenimenti archeologici emersi al di sotto del piano di calpestio e le proiezioni mirate alla loro conoscenza. La proposta progettuale migliorativa in oggetto, rispettando la stessa logica della distribuzione funzionale dei percorsi, prevede l’inserimento di spazi di sosta che “dilatano”, in alcuni punti scelti, il percorso delle passerelle.

La struttura stessa ed il trattamento delle superfici di tali ambiti, caratterizzati da pavimento e balaustra in cristallo temperato trasparente, indurranno il visitatore a sentirsi proiettato all’interno delle preesistenze archeologiche, che potrà osservare in tutte le direzioni, anche dall’alto.

Particolare attenzione è stata posta al disegno della copertura e al suo rapporto con la luce ascendente. Le lame di cristallo stratificato saranno caratterizzate da altezze diverse, le ombre che produrranno nel vano scandaglieranno lo spazio conferendogli un gioco spaziale di leggero movimento che cambierà al variare dello spostamento giornaliero della luce naturale.