Restauro e recupero Castello di Manfredonia

TITOLO DELL’OPERA:
Appalto integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di restauro e recupero del castello di Manfredonia, allestimento e adeguamento funzionale del museo archeologico Nazionale della Daunia

CAPOGRUPPO:
A.T.I.: Rossi Restauri / Termoimpianti /
LA.FER.AL. / UNICITY S.p.a.

PROGETTO:
Finepro s.r.l., arch. Esther Tattoli, ing. Nicola Rutigliano

LOCALIZZAZIONE:
Manfredonia (FO)

ANNO:
2014

Il progetto oggetto della presente offerta migliorativa si basa su una precisa idea progettuale: il recupero e la riqualificazione degli spazi nello spirito della conservazione delle tracce, è nel contempo un comunicare: comunicare a un luogo un nuovo senso e comunicare, attraverso di esso, nuove modalità del fare cultura.

Esiste certamente un legame tra la conservazione e la prospettiva di crescita della nostra cultura: è un po’ come se uno spazio antico, attraverso i suoi radicali mutamenti, oggi ci chieda di realizzare un nuovo compito. Una ricerca che si rivolge al costruito, ma anche, e soprattutto, al costruire quel nuovo senso di appartenenza a un luogo che è la città e l’intero territorio, ma anche l’intero contesto del net work, con i suoi nuovi linguaggi, le sue tecniche e tecnologie.

Il progetto posto a base di gara prevede la realizzazione di un corpo di fabbrica nuovo inserito nel cortile a nord est del castello, in cui collocare il deposito reperti ed il laboratorio di restauro, in modo che siano fruibili al pubblico, anche se solo dall’esterno. Il primo livello dell’edificio ospita gli uffici, mentre il piano copertura appare come una terrazza non attrezzata, in quota con il camminamento del castello, cui si collega. I percorsi verticali sono garantiti da un elevatore, ubicato nella muratura portante esistente del castello, che viene completamente tagliata in verticale e sventrata.

Nella proposta migliorativa, si intende, dunque, rispondere alle esigenze di migliorare la fruizione del castello attraverso il potenziamento dei collegamenti interni ed esterni, verticali ed orizzontali, e le interconnessioni tra questi e le sale espositive, ma creando un corpo di fabbrica che manifesti una sua identità di organismo architettonico, espressione di una cultura contemporanea, ma perfettamente integrato con il contesto storico in cui si inserisce e che a sua volta valorizzi, con la sua qualità spaziale e materica; si vuole creare un elemento architettonico che anche visivamente esprima quel carattere nodale che lo caratterizza, definendo un sistema di percorsi e di spazi di elevata qualità architettonica, attraverso un gioco di traguardi visivi e scorci prospettici, trasparenze inaspettate e possenti masse murarie, materiali innovativi e “tessiture” tradizionali.

Si è ipotizzato, dunque, di creare un corpo costruito completamente in vetro strutturale, assolutamente trasparente, incastrato in quello già previsto nel progetto a base di gara, una scatola nella scatola, che contiene l’atrio a ciascun livello e tutti i collegamenti verticali, fino alla sala espositiva del primo livello del castello, subito adiacente. Questa torre interamente vetrata si apre, in copertura, verso un terrazzo attrezzato per piccole manifestazioni o semplicemente per una sosta piacevole, fra i mutevoli scorci dei volumi medievali, ascoltando una musica d’altri tempi, o una voce che spiega la storia di quelle mura, di quelle pietre, di quegli spazi.