TITOLO DELL’OPERA:
Riqualificazione di Piazza Cesare Battisti e Largo Plebiscito e completamento dei passeggiatoi di Corso Mazzini, Corato

PROGETTO:
Finepro s.r.l.
Arch. Esther Tattoli
Arch.Antonella Varesano

COMMITTENTE:
Comune di Corato

IMPRESA:
GE.ST.IM. s.r.l.

LOCALIZZAZIONE:
Corato - BARI

DATI DIMENSIONALI:
mq 1.350

IMPORTO LAVORO:
€ 893.914,30

CRONOLOGIA:
Progetto: agosto 2010- giugno 2011
Inizio lavori : 16/11/2011
Fine lavori: 8/01/2013

FOTOGRAFIE:
Daniele Marzocca

L’area in oggetto è un luogo che ha sempre avuto una funzione nodale nella vita cittadina, luogo delle grandi manifestazioni della vita culturale e politica della città.
Tale spazio si connotava però come una sorta di crocevia carrabile, dove confluivano gli assi viari più importanti della città, privo di percorsi di attraversamento pedonale, o luoghi attrezzati per la sosta dei pedoni. Nonostante la sua centralità non si presentava dunque come luogo di incontro, di fatto nessuno vi sostava, se non solo marginalmente sui passeggiatoi attrezzati.

Il progetto ha mirato a restituire tale spazio alla fruizione dei cittadini, in modo da recuperare la sua vocazione di luogo centrale della vita della città in ogni momento del giorno, e non solo in occasione di alcuni particolari eventi, durante i quali il traffico veicolare veniva interdetto.

E’ stata definita, dunque, un’ampia area pedonale, alla quota dell’attuale marciapiede, in continuità con il sagrato della chiesa, accessibile solo ai mezzi autorizzati, tramite una rampa che si apre in direzione di via Dante, asse di ingresso al cuore della città.
La sua forma, su due lati, riprende l’allineamento con i fronti dell’antico monastero cui è prospicente, oggi il municipio, e si allunga inglobando la testata della chiesa, quasi a voler consolidare la connessione fra i due edifici. La forma regolare della piazza è infranta dal taglio centrale definito dall’asse individuato dalla via Di Vittorio-via Ruvo, che si ricollega al ramo del corso Cavour, proseguendo verso il municipio. Il taglio è definito architettonicamente dalla lunga seduta in pietra, sotto illuminata, che traguarda appunto verso il corso e lungo la quale si sviluppa la rampa di accesso ai disabili.

All’interno dello spazio pedonale si distinguono diversi ambiti, definiti da cambi nel disegno e nelle finiture della pavimentazione, tutta in pietra locale, con particolare attenzione ai percorsi tattilo plantari realizzati con pezzi speciali in pietra.

In posizione nodale, ma non centrale, in asse con la via Dante, un albero di quercia genera una zona d’ombra che si proietta sulle sedute in pietra sottostanti o su quelle del monumento preesistente.

Il resto della piazza si presenta come un ampio spazio libero: uno dei temi progettuali, infatti, è stato proprio quello di mantenere una delle peculiarità di tale spazio, cioè il suo carattere di luogo aperto, luogo delle adunanze cittadine e delle manifestazioni legate alla tradizione ed alla musica. Solo alcuni segni luminosi, sviluppandosi lungo la base delle sedute in pietra, tagliano lo spazio centrale, segnandone l’attacco a terra e marcando le direttrici geometriche (architetture e assi viari), generatrici dello spazio.

Il traffico veicolare è limitato al perimetro della grande piazza su due lati, e rifluisce agevolmente lungo il corso cittadino, senza una sostanziale modifica dei flussi, ma basandosi su una maggiore razionalizzazione dei percorsi carrabili, nettamente distinti da quelli pedonali.

Tale intervento si pone come elemento di connessione di un complesso sistema di percorsi di esclusivo uso dei pedoni, che dalla distante piazza Plebiscito si allunga con i passeggiatoi di corso Mazzini fino alla piazza C. Battisti per concludersi nella piazzetta antistante il teatro comunale, di recente riqualificata e resa anch’essa pedonale.

 

 

The area of interest is a place with a nodal function in city life, a place of great manifestations of the cultural and political life of the city, but which regularly had a function of a junction of vehicular traffic.

The project aimed to restore this space for the enjoyment of citizens, recovering its vocation as a central place in the life of the city at any time of the day, and not only during special events, during which vehicular traffic was interdicted.

Therefore, a large pedestrian area has been defined at the height of the sidewalk, in continuity with the church courtyard, accessible only to authorized vehicles.

Its shape, on two sides, resumes the alignment with the fronts of the ancient monastery to which it is facing, nowadays the town hall, and is extended by incorporating the head of the church, recreating the connection between the two buildings. The regular shape of the square is broken by the central cut that connects to the branch of the Cavour street, continuing towards the town hall. The cut is defined architecturally by the long stone seat, under the light, which incorporates the axis identified by the Di Vittorio street. Along with this axis, there is a ramp for disabling access.

Inside the pedestrian space, different areas can be distinguished, defined by changes in the design of the flooring, all in local stone, with particular attention to the tactile plantar paths made with special pieces in stone.

In a non-central position, in axis with the Dante street, an oak tree generates a zone of shadow that is projected onto the underlying stone seats or those of the pre-existing monument.

Few luminous signs, along with the base of the stone seats, cut the central space, drawing the geometries of the space.

This intervention is a connecting element of a complex system of newly retrained and pedestrianized paths, which follow the routes of the city's historic streets.